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	<title>La Cucina Scientifica di Moebius &#187; Cucina Scientifica</title>
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	<description>Blog a cura di Davide Cassi e Chiara Albicocco</description>
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		<title>Come funziona il microonde?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 15:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>

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<p> </p>
<p>Domanda di Natalino Balasso:
Come funziona il forno a microonde? E poi, cosa si può cucinare al microonde e cosa no?</p>
<p>Risponde il nostro Davide Cassi:</p>
<p style="text-align: left;"></p>
<p style="text-align: left;">Scarica l&#8217;audio in mp3 </p>
<p> </p>
<p>La cottura al microonde è simile, come principio, alla cottura che si può ottenere con la luce del sole. I raggi solari vengono assorbiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-662" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/11/04/microonde/balasso/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-662" title="Natalino Balasso" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/11/balasso-150x150.jpg" alt="Natalino Balasso" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Domanda di Natalino Balasso:</strong><br />
Come funziona il forno a microonde? E poi, cosa si può cucinare al microonde e cosa no?</p>
<p><strong>Risponde il nostro Davide Cassi:</strong></p>
<p style="text-align: left;"><object style="width: 300px; height: 50px;" classid="clsid:02bf25d5-8c17-4b23-bc80-d3488abddc6b" width="300" height="50" codebase="http://www.apple.com/qtactivex/qtplugin.cab#version=6,0,2,0"><param name="autoplay" value="false" /><param name="src" value="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/domande_balasso.mp3" /><embed style="width: 300px; height: 50px;" type="video/quicktime" width="300" height="50" src="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/domande_balasso.mp3" autoplay="false"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;"><a title="vai all'audio" href="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/domande_balasso.mp3" target="_blank">Scarica l&#8217;audio in mp3 </a></p>
<p> </p>
<p>La cottura al microonde è simile, come principio, alla cottura che si può ottenere con la luce del sole. I raggi solari vengono assorbiti tantissimo dai corpi scuri &#8211; in particolare da quelli neri &#8211; che quindi si scaldano molto, ma vengono riflessi dai corpi bianchi, che si scaldano molto meno. Rispetto alla luce solare, le microonde hanno una frequenza molto inferiore e reagiscono in maniera diversa con la materia: non vengono assorbite dalla superficie dei corpi, ma penetrano all&#8217;interno. Nell&#8217;acqua, che è in assoluto l&#8217;ingrediente gastronomico che ne assorbe di più, riescono ad arrivare fino a tre centimetri di profondità, riscaldando tutto lo strato attraversato. Col forno a microonde, quindi, gli alimenti si scaldano subito anche in profondità, mentre con gli altri tipi di cottura il calore attacca la superficie e solo dopo si diffonde, lentamente, all&#8217;interno.<br />
Per questo motivo con le microonde non si può ottenere uno strato esterno croccante, per il quale occorre disidratare l&#8217;alimento in superficie e non all&#8217;interno. L&#8217;effetto è possibile con la frittura o la cottura in forno molto caldo o alla brace. Al microonde, la pasta al forno non si può fare, e nemmeno il pane.<br />
L&#8217;uso del forno a microonde richiede alcuni accorgimenti. Occorre evitare contenitori di metallo, sia perché riflettono le onde e quindi impediscono la cottura, sia perché se hanno spigoli vivi possono generare scintille potenzialmente pericolose. Contenitori in plastica, ceramica e vetro sono invece trasparenti alle microonde, che li attraversano senza scaldarli.<br />
Non si devono cuocere le uova col guscio, così come le patate con la buccia senza avere l&#8217;accortezza di bucarla: le microonde riscaldano l&#8217;acqua all&#8217;interno, questa evapora e crea uno scompenso di pressione che fa esplodere l&#8217;involucro.<br />
Attenzione infine se si vuole bollire l&#8217;acqua. Scaldando in modo uniforme, tra la superficie e la base del recipiente non si crea quella differenza di temperatura che in un tegame sul fornello provoca la risalita delle bolle. Si arriva invece a uno stato di calma apparente, detto metastabile: basta una piccola perturbazione, un movimento della mano o un granello di zucchero introdotto involontariamente, per innescare un&#8217;ebollizione improvvisa con fuoriuscita di bolle e rischio di ustioni.</p>
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		<title>Il segreto di Ferran Adrià? Il sifone che spuma leggerezza</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 09:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dall&#8217;articolo del mensile di scienza Newton &#8211; luglio N.17
di Davide Cassi e Chiara Albicocco </p>
<p>“Ero stufo di mousse pesanti e senza gusto. Grazie al sifone usato per montare la panna ho capito di aver trovato la macchina giusta per poter realizzare spume di verdure, frutta fresca e secca, erbe e spezie”. Così uno dei cuochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dall&#8217;articolo del mensile di scienza Newton &#8211; luglio N.17</strong><br />
<strong>di Davide Cassi e Chiara Albicocco </strong></p>
<p>“Ero stufo di mousse pesanti e senza gusto. Grazie al sifone usato per montare la panna ho capito di aver trovato la macchina giusta per poter realizzare spume di verdure, frutta fresca e secca, erbe e spezie”. Così uno dei cuochi più apprezzati del mondo, Ferran Adrià, spiega la sua intuizione di utilizzare il sifone per rendere spumoso qualsiasi ingrediente mai montato prima. E’ il 1994. Questa data segna la nascita della cucina scientifica creativa e l’ascesa -non ancora conclusa- del celeberrimo chef, soprannominato ai tempi ‘Mister Sifone’. Oggi gli chef più <a rel="attachment wp-att-652" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/07/04/il-segreto-di-ferran-adria-il-sifone-che-spuma-leggerezza/sifone/"><img class="alignleft" title="sifone" src="../wp-content/uploads/2011/07/sifone-224x300.jpg" alt="sifone" width="224" height="300" /></a>quotati del mondo realizzano grazie al sifone spume di salmone, di pomodoro, di cioccolato bianco e il nostro Massimo Bottura ha addirittura inventato quella di mortadella.<br />
Per chi non conoscesse il sifone, basterà dire che l’aspetto è molto simile all’erogatore di soda seltz che utilizzano i baristi per i cocktail. Si presenta quindi come un contenitore stretto e lungo di metallo con un coperchio sul quale si trovano una valvola di uscita, una leva per azionare l’erogatore e un cilindro dove si inserisce la cartuccia del gas da insufflare nel contenitore. Il gas generalmente usato nelle bombolette è l’ossido di diazoto, conosciuto anche come protossido di azoto o gas esilarante (N2O), molto solubile in acqua e nei grassi. E’ lo stesso gas utilizzato nelle bombolette di panna montata pronta che si trovano sugli scaffali del supermercato.</p>
<p>Il costo di un sifone da 0,5 litri varia dai 20 ai 170 euro (quello professionale) e una confezione di ricariche da 10 capsule di gas costa circa 9 euro.</p>
<p>Il sifone è dunque uno strumento innovativo e rivoluzionario molto usato nelle cucine dei ristoranti, ma che si sta diffondendo anche nelle nostre case. Qui cercheremo di capire il segreto di questo attrezzo che conferisce agli ingredienti una texture d’incredibile scioglievolezza.</p>
<p>La sensazione di leggerezza è data esclusivamente dalle bolle di gas che vengono incorporate dall’ingrediente di base grazie all’aggiunta di sostanze gelificanti o emulsionanti come la gelatina o la panna fresca. Quando si preme la leva del sifone la pressione diminuisce (quella atmosferica è più bassa), il gas non è più solubile come prima e, creando delle bolle, gonfia la miscela.</p>
<p>I passaggi per creare le spume quindi sono semplici: preparare un composto liscio e senza grumi avendo cura di passare gli ingredienti più grossolani al frullatore (ad esempio se si utilizza carne, pesce o verdure); aggiungere la gelatina (la colla di pesce va benissimo) o la panna fresca; versare il liquido fino al livello indicato sul sifone; chiudere il coperchio; inserire la cartuccia di azoto nell’apposito cilindro; agitare e mettere in frigorifero almeno per un paio d’ore. A questo punto la spuma è pronta: durante l’erogazione il sifone va tenuto capovolto, altrimenti il gas sfiata inutilmente senza far uscire il composto che c’è all’interno. Questo succede perché il gas nel sifone, essendo più leggero, galleggia sul composto. Quando si capovolge lo strumento, il gas rimane sul fondo e, non appena si preme la leva, la schiuma fuoruscire dal beccuccio. Questa è una tecnica che permette di montare qualsiasi ingrediente dolce o salato, conservando intatte le proprietà nutritive di partenza e soprattutto il sapore.</p>
<p><strong>Ricetta salata: Spuma di mortadella</strong></p>
<p>150 gr di mortadella<br />
100 gr di panna<br />
100g di ricotta fresca<br />
1 cucchiaio Parmigiano Reggiano</p>
<p>Frullare finemente la mortadella. Unire la panna, ricotta, parmigiano e un pizzico di sale e pepe. Versare il composto nel sifone. Chiudere, inserire la cartuccia di gas e agitare Mettere in frigo e servire all’occorrenza. Si conserva per un paio di giorni.</p>
<p><strong>Ricetta dolce: Sifonata di lamponi </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>500g di lamponi</p>
<p>200g di zucchero</p>
<p>4 fogli di gelatina</p>
<p>Frullare finemente i lamponi con lo zucchero. Filtrare il composto per eliminare i semini della frutta. Aggiungere la gelatina sciolta in acqua. Versare il composto freddo nel sifone da 0,5  l, inserire la cartuccia del gas, agitare e mettere in frigo per un paio d’ore.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Scienza in cucina e in&#8230; TV</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 16:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p style="text-align: left;">Il nostro professore Davide Cassi è stato ospite di Geo&#38;Geo (Rai3) nella puntata del 31 maggio alle ore 17.50 per raccontarci i segreti dei fluidi non newtoniani, guarda il video!</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-585" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/05/30/scienza-in-cucina-e-in-tv/geogeo/"><img class="size-thumbnail wp-image-585 alignright" style="border: 1px solid black;" title="geo&amp;geo" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/05/geogeo-150x150.jpg" alt="geo&amp;geo" width="68" height="68" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il nostro professore Davide Cassi è stato ospite di<strong> Geo&amp;Geo </strong>(Rai3) nella puntata del <strong>31 maggio alle ore 17.50</strong> per raccontarci i segreti dei fluidi non newtoniani, guarda il video!</p>
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<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/thX4pkeHbTA?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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<p style="text-align: left;">Ma non è finita&#8230; è stato ospite anche  nella puntata del <strong>10 giugno 2011</strong> per chiacchierare di cucina scientifica e azoto liquido&#8230; ve lo siete perso??? Ecco qui il <a title="video" href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-bdd4079d-9449-4d96-9634-eb2781bb5d22.html" target="_blank">video della trasmissione</a>!</p>
<p style="text-align: left;">&#8230;E anche nella puntata del <strong>16 giugno 2011</strong>, <a title="video" href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-7107fc4f-8b7e-494b-8e8a-3dcdba4012b6.html" target="_blank">ecco qui video!</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Cucinare in lavastoviglie</title>
		<link>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/30/cucinare-in-lavastoviglie/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 12:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[cottura]]></category>
		<category><![CDATA[cucinare]]></category>
		<category><![CDATA[lavapiatti]]></category>
		<category><![CDATA[lavastoviglie]]></category>
		<category><![CDATA[sottovuoto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SEPPIOLINE IN LAVAPIATTI</p>
<p>Dall&#8217;articolo del mensile di scienza Newton &#8211; Aprile N.14
di Davide Cassi e Chiara Albicocco </p>
<p>Cuocere a 65°C con il programma a pieno carico. Non è il comando di un forno tecnologicamente avanzato ma un nuovo tipo di cottura con l’utilizzo della lavastoviglie! Sì, avete capito bene, in questo numero vi spieghiamo come cucinare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SEPPIOLINE IN LAVAPIATTI</strong></p>
<p><strong>Dall&#8217;articolo del mensile di scienza Newton &#8211; Aprile N.14</strong><br />
<strong>di Davide Cassi e Chiara Albicocco </strong></p>
<p>Cuocere a 65°C con il programma a pieno carico. Non è il comando di un forno tecnologicamente avanzato ma un nuovo tipo di cottura con l’utilizzo della lavastoviglie! Sì, avete capito bene, in questo numero vi spieghiamo come cucinare adoperando la lavapiatti.<br />
Si tratta sicuramente di un metodo di cottura innovativo e inconsueto, di cui vi garantiamo i risultati ottimali con un valore aggiunto: il gusto e i nutrienti non evaporano e rimangono intrappolati negli alimenti. Ora vi spieghiamo il perché.<br />
Per poter cuocere il cibo durante un lavaggio in lavastoviglie è assolutamente necessario riporre gli ingredienti dentro i sacchetti per il sottovuoto (quelli adatti alla cottura) oppure in barattoli di vetro chiusi ermeticamente. In alcuni eco-blog italiani e stranieri è caldamente consigliato utilizzare la lavapiatti come cuoci-vivande a pieno carico e sfruttare il lavaggio dei piatti sporchi per cuocere contemporaneamente pesce e verdure. E’ vero che il risparmio energetico è evidente, però noi vi suggeriamo di utilizzare la lavastoviglie vuota (senza piatti sporchi) e senza detergenti, perché, nonostante i sacchetti siano sigillati, il sapone dei piatti può essere corrosivo e contaminare gli alimenti.<br />
Veniamo al funzionamento: la lavastoviglie durante un lavaggio arriva a temperature che variano dai 50 ai 70 °C, a seconda dell’intensità del programma prescelto. I litri d’acqua calda riversati sul sacchetto durante il programma di lavaggio cuociono il cibo all’interno con un meccanismo di trasferimento del calore detto ‘a convezione’. Questo calore è ottimale per la cottura di quei cibi che necessitano di temperature moderatamente elevate, ma prolungate nel tempo. La temperatura ideale per cuocere in questa situazione è circa 65 °C, pertanto dovrete scegliere il programma più adatto nel libretto di istruzioni della vostra lavastoviglie.  Dopodiché non dovrete far altro che preparate gli ingredienti, imbustarli, sigillarli e far partire il lavaggio. Dopo circa un’ora il vostro piatto è pronto per essere servito, non avrà disperso le proprietà organolettiche e nutritive delle materie prime.<br />
Con questo metodo si possono cuocere tutte le verdure appositamente tagliate ma anche il pesce e i molluschi (vedi ricetta a lato). Potete inoltre sperimentare questa tecnica per preparazioni più complesse come il cous cous vegetariano (in rete si trovano parecchie ricette).<br />
Aggiungiamo un piccolo suggerimento: estraete le pietanze direttamente dalla lavastoviglie davanti agli occhi increduli dei vostri ospiti. Questa è la garanzia di una cena indimenticabile.</p>
<p style="text-align: center;">Ascolta l&#8217;intervista di Chiara Albicocco e Federico Pedrocchi<br />
a <strong>Davide Cassi</strong>, il nostro &#8220;fisico buongustaio&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><object style="width: 300px; height: 50px;" classid="clsid:02bf25d5-8c17-4b23-bc80-d3488abddc6b" width="300" height="50" codebase="http://www.apple.com/qtactivex/qtplugin.cab#version=6,0,2,0"><param name="autoplay" value="false" /><param name="src" value="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/seppioline_lavapiatti.mp3" /><embed style="width: 300px; height: 50px;" type="video/quicktime" width="300" height="50" src="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/seppioline_lavapiatti.mp3" autoplay="false"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a title="vai all'audio" href="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/seppioline_lavapiatti.mp3" target="_blank">Scarica l&#8217;audio in mp3 </a></p>
<p><strong> RICETTA: Seppioline in lavapiatti</strong></p>
<p>600 gr di seppie (per 4 persone)<br />
Spicchio d’aglio<br />
Prezzemolo<br />
Sale e pepe q.b.</p>
<p><strong> Procedimento</strong></p>
<p>Inserire nel sacchetto per il sottovuoto le seppie ben pulite e tutti gli altri ingredienti (Foto 1 e 2). Sigillate il sacchetto (Foto 3). Inserite nella lavastoviglie il sacchetto (Foto 4) e azionatela con un programma che arrivi a 65°C. Dopo circa un’ora estraete il sacchetto davanti ai vostri ospiti, tagliate l’estremità superiore facendo attenzione a non scottarvi con il vapore che ne uscirà e buon appetito (Foto 5)!<br />

<a href='http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/30/cucinare-in-lavastoviglie/seppie-preparate/' title='seppie-preparate'><img width="150" height="150" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/seppie-preparate-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto 1" title="seppie-preparate" /></a>
<a href='http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/30/cucinare-in-lavastoviglie/seppie-in-sacchetto/' title='seppie-in-sacchetto'><img width="150" height="150" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/seppie-in-sacchetto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto 2" title="seppie-in-sacchetto" /></a>
<a href='http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/30/cucinare-in-lavastoviglie/seppie-sottovuoto/' title='seppie-sottovuoto'><img width="150" height="150" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/seppie-sottovuoto-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto 3" title="seppie-sottovuoto" /></a>
<a href='http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/30/cucinare-in-lavastoviglie/seppie-in-lavastoviglie/' title='seppie-in-lavastoviglie'><img width="150" height="150" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/seppie-in-lavastoviglie-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto 4" title="seppie-in-lavastoviglie" /></a>
<a href='http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/30/cucinare-in-lavastoviglie/seppie-cotte/' title='seppie-cotte'><img width="150" height="150" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/seppie-cotte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Foto 5" title="seppie-cotte" /></a>
</p>
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		<title>&#8230;ancora TV per la cucina scientifica!</title>
		<link>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/15/ancora-tv-per-la-cucina-scientifica/</link>
		<comments>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/15/ancora-tv-per-la-cucina-scientifica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:42:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p> </p>
<p>Riparte Fenomenal, il programma di intrattenimento che mostra al pubblico tutto ciò che c&#8217;è di &#8220;fenomenale&#8221; nel terzo millennio. Condotto da Teo Mammucari. Ospite della prima puntata è il nostro Davide Cassi!
GUARDA IL VIDEO!  (per scaricarlo in maniera rapida: clicca con il tasto destro e &#8217;salva oggetto con nome&#8217;)</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-536" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/15/ancora-tv-per-la-cucina-scientifica/logo-fenomenal/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-536" title="LOGO-FENOMENAL" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/LOGO-FENOMENAL-150x150.jpg" alt="LOGO-FENOMENAL" width="150" height="150" /></a></p>
<p> </p>
<p>Riparte <strong>Fenomenal</strong>, il programma di intrattenimento che mostra al pubblico tutto ciò che c&#8217;è di &#8220;fenomenale&#8221; nel terzo millennio. Condotto da Teo Mammucari. <strong>Ospite della prima puntata è il nostro Davide Cassi!</strong><br />
<a title="VIDEO" href="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/Fenomenal.mp4" target="_blank">GUARDA IL VIDEO!</a>  (per scaricarlo in maniera rapida: clicca con il tasto destro e &#8217;salva oggetto con nome&#8217;)</p>
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		<title>Science and cooking: the era of molecular cuisine</title>
		<link>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/02/science-and-cooking-the-era-of-molecular-cuisine/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 13:50:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Science &#38; Society Series on Food and Science</p>
<p>Leggi l&#8217;articolo in inglese di Davide Cassi appena pubblicato su EMBO reports, rivista ufficiale dell&#8217;EMBO (European Molecular Biology Organization).</p>
<p>Scarica  l&#8217;articolo qui!</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Science &amp; Society Series on Food and Science</em></p>
<p>Leggi l&#8217;articolo in inglese di Davide Cassi appena pubblicato su <em>EMBO reports,</em> rivista ufficiale dell&#8217;EMBO (European Molecular Biology Organization).</p>
<p><a title="art" href="http://www.nature.com/embor/journal/v12/n3/pdf/embor201118a.pdf" target="_blank">Scarica  l&#8217;articolo qui!</a></p>
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		<title>Cucina scientifica in TV</title>
		<link>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/02/23/cucina-scientifica-in-tv/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 13:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p></p>
<p> </p>
<p>La cucina scientifica e il nostro Prof. Cassi sono stati ospiti della trasmissione Il bello, il brutto e il cattivo in onda mercoledì 25 febbraio alle 21 su Rai5.
RIGUARDA LO STRALCIO DELLA  PUNTATA (per scaricarlo in maniera rapida: clicca con il tasto destro e &#8217;salva oggetto con nome&#8217;)</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></p>
<p> </p>
<p>Ma non finisce qui&#8230; Domenica 27 marzo alle 00.30 invece è andato in onda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-498" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/02/23/cucina-scientifica-in-tv/il-bello-il-brutto-e-il-cattivo/"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-498" title="il-bello-il-brutto-e-il-cattivo" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/02/il-bello-il-brutto-e-il-cattivo-150x150.jpg" alt="il-bello-il-brutto-e-il-cattivo" width="128" height="114" /></a></p>
<p> </p>
<p>La cucina scientifica e il nostro Prof. Cassi sono stati ospiti della trasmissione <strong><a title="sito" href="http://www.rai5.rai.it/dl/Rai5/programma.html?ContentItem-a568c004-4a0b-414c-8b70-0c3efd912aac" target="_blank">Il bello, il brutto e il cattivo</a></strong> in onda mercoledì 25 febbraio alle 21 su <strong>Rai5.<br />
<a title="Puntata" href="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/03/bbc-taglio-finale.mpg" target="_blank">RIGUARDA LO STRALCIO DELLA  PUNTATA</a> (per scaricarlo in maniera rapida: clicca con il tasto destro e &#8217;salva oggetto con nome&#8217;)</strong></p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><a rel="attachment wp-att-499" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/02/23/cucina-scientifica-in-tv/innovation/"><img class="alignleft size-full wp-image-499" title="Innovation" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/02/Innovation.jpg" alt="Innovation" width="127" height="99" /></a></p>
<p> </p>
<p>Ma non finisce qui&#8230; Domenica 27 marzo alle 00.30 invece è andato in onda il servizio girato nella cucina di casa del nostro Prof.  durante la trasmissione <em>Innovation</em> su<strong> la7</strong>. Il Prof vi insegna a cuocere con la lavastoviglie!<br />
<a title="innovatin" href="http://www.la7.tv/richplayer/?assetid=50207394" target="_blank">QUI trovate la puntata in streaming</a>.<br />
&#8230;e di questo abbiamo parlato anche nel nostro blog!!! &gt; <a title="POST" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/03/30/cucinare-in-lavastoviglie/" target="_blank">VAI AL POST!</a></p>
<p> </p>
<p>BUONA VISIONE!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un arrosto ripieno senza eguali</title>
		<link>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/01/24/super_ripieno/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 15:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Cassi]]></category>
		<category><![CDATA[davide]]></category>
		<category><![CDATA[fisico]]></category>
		<category><![CDATA[pollo]]></category>
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		<category><![CDATA[volatili]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il gastronomo francese Grimod de la Reynière, nel suo Almanacco dei golosi del 1807, guida annuale ai ristoranti di Parigi, presenta la favolosa ricetta del &#8220;rôti sans pareil&#8220;, letteralmente &#8220;arrosto senza eguali&#8221;. Si tratta di un colossale ripieno, formato da 17 volatili uno dentro l&#8217;altro, una specie di matrioska di uccelli da cucinare.</p>
<p> </p>
<p>Si comincia con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gastronomo francese Grimod de la Reynière, nel suo <em>Almanacco dei golosi</em> del 1807, guida annuale ai ristoranti di Parigi, presenta la favolosa ricetta del &#8220;<em>rôti sans pareil</em>&#8220;, letteralmente &#8220;arrosto senza eguali&#8221;. Si tratta di un colossale ripieno, formato da <strong>17 volatili uno dentro l&#8217;altro</strong>, una specie di matrioska di uccelli da cucinare.</p>
<p> </p>
<p><em>S</em><em>i comincia con un&#8217;otarda, grande uccello terricolo che può raggiungere il metro di lunghezza e pesare fino a 20kg.<a rel="attachment wp-att-464" href="http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2011/01/24/super_ripieno/ripieno_volatile-4/"><img class="size-full wp-image-464 alignright" title="ripieno_volatile" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2011/01/ripieno_volatile1.jpg" alt="ripieno_volatile" width="288" height="204" /></a><br />
Dentro l&#8217;otarda si mette un tacchino.<br />
Dentro il tacchino un&#8217;oca.<br />
Il ripieno dell&#8217;oca è un fagiano.<br />
Dentro il fagiano si mette un pollo.<br />
E dentro il pollo? Un germano reale.<br />
Poi è una faraona che finisce dentro il germano reale.<br />
Faraona: ripiena di alzavola, che è un tipo di anatra.<br />
Nell&#8217;alzavola? Una beccaccia.<br />
Quindi una pernice dentro la beccaccia.<br />
Dentro la beccaccia un piviere.<br />
E nel piviere si mette una bella pavoncella.<br />
Che conterrà una quaglia.<br />
Ripiena con un tordo.<br />
Nel tordo? Un&#8217;allodola.<br />
E quindi un ortolano &#8211; una specie di passerotto &#8211; che finisce dentro l&#8217;allodola.<br />
Nell&#8217;ortolano, infine, un canapino, altro passeriforme.<br />
A questo punto c&#8217;è solo più lo spazio per un&#8217;oliva e due capperi. </em></p>
<p> </p>
<p>De la Reynière ci dice che si tratta di una ricetta degli antichi romani, ma davvero si può pensare di cucinare un simile arrosto? E quali problemi fisici si celano dietro alla cottura?</p>
<p style="text-align: center;">Ne parliamo con <strong>Davide Cassi</strong>, il nostro &#8220;fisico buongustaio&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><object style="width: 300px; height: 50px;" classid="clsid:02bf25d5-8c17-4b23-bc80-d3488abddc6b" width="300" height="50" codebase="http://www.apple.com/qtactivex/qtplugin.cab#version=6,0,2,0"><param name="autoplay" value="false" /><param name="src" value="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/ripieno_volatile.mp3" /><embed style="width: 300px; height: 50px;" type="video/quicktime" width="300" height="50" src="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/ripieno_volatile.mp3" autoplay="false"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;"><a title="vai all'audio" href="http://www.moebiusonline.eu/fuorionda/audio/ripieno_volatile.mp3" target="_blank">Scarica l&#8217;audio in mp3 </a></p>
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		<title>Variazioni Natalizie sul tema MERINGA</title>
		<link>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2010/12/21/meringa/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:15:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[albumi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il torrone, ricetta tradizionale italiana, è a suo modo una meringa. Ovviamente diversa per consistenza dalla meringa tradizionalmente intesa.</p>
<p>Cos’è una meringa?</p>
<p>E’ una schiuma che ha aria all’interno, con bollicine d’aria circondate dalle proteine dell’albume d’uovo. Tutto intorno c’è una soluzione di acqua e zucchero: uno sciroppo. A seconda della concentrazione di questo sciroppo, cioè della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il torrone, ricetta tradizionale italiana, è a suo modo una meringa. Ovviamente diversa per consistenza dalla meringa tradizionalmente intesa.</p>
<p><strong>Cos’è una meringa?</strong></p>
<p>E’ una schiuma che ha aria all’interno, con bollicine d’aria circondate dalle proteine dell’albume d’uovo. Tutto intorno c’è una soluzione di acqua e zucchero: uno sciroppo. A seconda della concentrazione di questo sciroppo, cioè della quantità di zucchero disciolta, otterremo consistenze molto diverse: dalla soffice meringa italiana (ricetta N.2) al friabile torrone tradizionale (ricetta N.1).</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p> <strong>RICETTA N.1: TORRONE TRADIZIONALE </strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-397" title="torrone" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2010/12/torrone.jpg" alt="torrone" width="129" height="184" /></strong></p>
<p><strong><br />
Ingredienti :<br />
</strong>500 g di miele<br />
500 g di zucchero<br />
Acqua<br />
Zucchero<br />
3 Albumi d’uovo<br />
Nocciole o mandorle tostate<br />
Ostie da pasticceria q.b.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Scaldare piano piano il miele sul fuoco, fino a farlo ridurre e quasi solidificare.<br />
A parte montare a neve 3 albumi d’uovo e incorporarli pian piano al miele caldo in modo da ottenere una consistenza spumosa.  Aggiungere il caramello molto chiaro preparato a parte con zucchero e poca acqua. Unire al tutto le mandorle o le nocciole tostate e finemente tritate (anche canditi desiderate!). Versare tra due listarelle di ostia da pasticceria.</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>RICETTA N.2:  NUOVA MERINGA ITALIANA AL TORRONE</strong></p>
<p><em>Variazione sul tema della Nuova Meringa Italiana tratta da</em><em> &#8220;Il gelato estemporaneo e altre invenzioni gastronomiche&#8221; di Davide Cassi e Ettore Bocchia. Ed. Sperling e Kupfer.<br />
</em><br />
<strong><img class="alignleft size-full wp-image-402" title="meringa" src="http://blog.moebiusonline.eu/wp-content/uploads/2010/12/meringa1.jpg" alt="meringa" width="203" height="102" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ingredienti :<br />
</strong>100 g di albumi<br />
7 cl di acqua<br />
150 di fruttosio<br />
Un pizzico di acido citrico o qualche goccia di limone<br />
Nocciole o mandorle tritate finissime</p>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Montare a neve gli albumi insieme all&#8217;acqua, al fruttosio e al pizzico di acido citrico in polvere. Aggiungere alla base montata a neve la farina di nocciole o mandorle. Disporre il composto in stampini di materiale non metallico. Cuocere al microonde, a potenza bassa, fino a che la meringa non acquisisce consistenza (non deve deformarsi permanentemente con una leggera pressione del cucchiaio).  Utilizziamo il microonde perché produce una cottura più omogenea.<br />
E’ una testura sorprendente che svanisce in bocca in un istante liberando sentori freschi e delicati (il fruttosio qui gioca un ruolo fondamentale). L’acido citrico serve a correggere la dolcezza eccessiva del fruttosio.<br />
Nelle meringhe classiche si consiglia di aggiungere zucchero a velo agli albumi già montati Il motivo è che lo zucchero, tendendo ad assorbire acqua, soprattutto se in polvere, disidrata le proteine inibendo la formazione della schiuma. Ma in questo caso, la quantità d’acqua addizionata rende l’effetto trascurabile.</p>
<p><strong>La scienza che ci sta dietro</strong></p>
<p>L&#8217;albume è formato da tanta acqua, circa l’88 %, e dall’11% di proteine, queste sono in gran parte <a title="definizione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anfifilico" target="_blank">anafifiliche</a>, cioè agiscono da emulsionanti formando una schiuma: la chiara d&#8217;uovo montata.<br />
La schiuma è costituita da una parte acquosa che racchiude le bolle d&#8217;aria circondate dalle molecole anafifiliche, sbattendo con la frusta introduciamo aria fino a che le bollicine diventano tante, in proporzione all&#8217;acqua,da compattarsi e opporre resistenza allo scorrimento ed è proprio a questo punto che l&#8217;albume è montato a neve.<br />
Le proteine emulsionanti sono presenti in misura molto maggiore rispetto alla quantità minima richiesta per montare l&#8217;albume a neve.<br />
Se non si può procedere ulteriormente con l&#8217;introduzione d&#8217;aria è perché non c&#8217;è più acqua a sufficienza per circondare le bolle.<br />
Allora perché non aggiungere acqua per poter incorporare maggior quantità di aria?<br />
Più acqua si aggiunge, più la schiuma si gonfia, finchè non si arriva al limite massimo di stabilità: a quel punto, le proteine presenti non bastano più e   non riusciamo ad ottenere una schiuma ferma e solida.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Quando la pressione aiuta a dare il meglio. Anche in cucina</title>
		<link>http://blog.moebiusonline.eu/index.php/2010/10/22/quando-la-pressione-aiuta-a-dare-il-meglio-anche-in-cucina/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Oct 2010 14:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Scientifica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>dalla rivista di scienza ‘Newton‘ di ottobre 2010</p>
<p>di Chiara Albicocco e Davide Cassi</p>
<p>E’ un fisico e matematico francese l’inventore della pentola a pressione. Denis Papin fu il primo ad intuire, grazie ai lavori svolti su un battello a vapore, che era possibile cuocere i cibi ad una temperatura superiore a 100°C e in tempi più brevi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>dalla rivista di scienza ‘<a title="vai al sito" href="http://www.newtonline.it/" target="_blank">Newton</a>‘ di ottobre 2010</p>
<p>di Chiara Albicocco e Davide Cassi</p>
<p>E’ un fisico e matematico francese l’inventore della pentola a pressione. Denis Papin fu il primo ad intuire, grazie ai lavori svolti su un battello a vapore, che era possibile cuocere i cibi ad una temperatura superiore a 100°C e in tempi più brevi rispetto al normale.<br />
Nel 1679 mise a punto la sua invenzione: il digesteur descrivendolo come “ la macchina per intenerire le ossa e cuocere tutti i tipi di carne in breve tempo e con poca spesa”.<br />
Il meccanismo ideato da Papin è oggi assai noto, ma allora l’utilizzo di una valvola spinta dal vapore acqueo era un’assoluta novità. Papin però non era portato per il commercio, e non riuscì ad arricchirsi vendendo la sua macchina, che peraltro era abbastanza complessa, ingombrante e difficile da gestire.  La pentola a pressione moderna fu prodotta solo nel 1927 dall’azienda tedesca Silit e si diffuse nelle cucine di tutto il mondo soltanto a termine della seconda guerra mondiale. La pentola a pressione si utilizza nella preparazione di piatti che necessitano di una lunga cottura perchè è in grado di cuocere gli alimenti più rapidamente del normale.<br />
Il principio di funzionamento è semplice: il punto di ebollizione dell’acqua non è fisso e varia a seconda della pressione. E’ lo stesso fenomeno per cui in montagna ad elevate altitudini, dove la pressione atmosferica diminuisce, il punto di ebollizione si abbassa. Ad esempio, in cima al Monte Bianco l’acqua bolle a circa 84°C! E’ improbabile riuscire a preparare un impeccabile piatto di pasta in una baita di montagna poiché, anche se l’acqua bolle prima, la temperatura di cottura è bassa e quindi la pasta tarda a cuocersi correttamente e mantiene sempre una consistenza ‘al dente’. Se vi venisse voglia di pasta su Marte… lasciate perdere! La temperatura media è -60°C e la pressione di circa 6 millibar: l’acqua comincia a bollire 10°C. Scordatevi di cucinare un buon piatto di bucatini a meno che non portiate la pentola a pressione…<br />
Questo tipo di pentola funziona per gli stessi principi fisici ma, nel momento in cui il coperchio viene sigillato e l’acqua si trasforma dallo stato liquido a gassoso, la pressione all’interno cresce e, di conseguenza, anche la temperatura di ebollizione aumenta fino a raggiunge anche i 120°C. Non esistono altri metodi per innalzare così sensibilmente la temperatura di ebollizione, perchè normalmente il liquido evapora e si disperde. La pentola a pressione invece è ermeticamente chiusa e il vapore non è in grado di fuoriuscire.<br />
Ciò evita la grande dispersione di calore che si produce nelle normali cotture in pentola: per trasformare una grammo d’acqua a 100 gradi in vapore sono infatti necessarie ben 540 calorie!  Una volta raggiunta la pressione massima di circa 2 atmosfere, la valvola di sicurezza posta sul coperto sfiata e libera una parte di vapore. Tutti i modelli attualmente in commercio sono dotati di questo dispositivo di controllo e di indicatori acustici che permettono di mantenere la temperatura e la pressione costante, eliminando automaticamente il vapore acqueo in eccesso.<br />
Il momento più delicato è quando il coperchio viene rimosso e un grande quantità di gas e vapori si libera rapidamente: in questa fase è possibile ustionarsi. Di recente è stato inventato anche un sistema di decompressione che riduce la pressione interna e scarica il vapore in maniera graduale prima dell’apertura.<br />
Ma la pentola a pressione può scoppiare? In effetti sì, ma è raro e i motivi sono solitamente il malfunzionamento della valvola di sfogo o qualche ostruzione ai dispositivi di sicurezza e decompressione. Ovviamente la pressione all’interno della pentola cresce e il vapore, una volta raggiunta la saturazione, deve fuoriuscire. Infatti è importante seguire poche e semplici regole per evitare spiacevoli conseguenze: non riempirla eccessivamente oltre il livello indicato; abbassare sensibilmente la fiamma una volta che la valvola emette il fischio; far uscire completamente il vapore prima di rimuovere il coperchio; pulire bene la valvola una volta finito l’utilizzo.<br />
Per saperne di più l’UNI – Ente nazionale italiano di unificazione – ha pubblicato la norma UNI EN 12778:2006 relativa all’uso della pentola a pressione per uso domestico.<br />
Questo strumento richiede le stesse cautele e la stessa attenzione di tutti gli strumenti da cucina, ma se ci si abitua ad usarla, ci si rende conto che il tempo di cottura dei cibi è evidentemente accelerato. Infatti la pentola a pressione è particolarmente indicata per le carni a lunga cottura (stufati, spezzatini, goulash, cassoela) ma anche per la preparazione di zuppe e minestre. Nel caso dei cereali e dei legumi, ad esempio, la cottura in pentola a pressione ne aumenta la digeribilità in quanto rende le proteine più solubili e assimilabili dal nostro organismo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>RICETTA: Insalata russa a pressione</strong></p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p>200 gr Piselli</p>
<p>3 Patate grosse</p>
<p>4 Carote</p>
<p>10 cetriolini sott’aceto</p>
<p>300 gr maionese</p>
<p><strong>Procedimento</strong></p>
<p>Tagliare a dadini le patate e le carote</p>
<p>Mettere le verdure nella pentola a pressione efarle bollire per 2 minuti</p>
<p>Scolare le verdure e lasciarle raffreddare.</p>
<p>Mescolare tutte le verdure con la maionese, meglio se fatta in casa, e decorate con cetriolini e uova sode</p>
]]></content:encoded>
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